Art:2.2.3.3-Altezza interpiano (h), altezza massima degli edifici (H max) e distacchi



1. L’altezza dell’interpiano misura in ml la distanza tra le quote di calpestio dei piani di un edificio. L’altezza dell’interpiano tipo è fissata pari a ml 4,50 massimo per il piano terra e a ml 3,50 massimo per i piani superiori.
E’ comunque consentita, nei casi di edifici pluripiano, la realizzazione di doppi volumi con altezze interpiano superiori a quelle sopra indicate a condizione che le porzioni di solaio non realizzate siano conteggiate comunque come Sn o Sa in relazione alle caratteristiche di altezza interna previste dal REC.
2. Nel caso di edifici per attività industriali e artigianali o di magazzini, depositi coperti ricadenti all’interno del sistema della produzione, l’altezza dell’interpiano tipo, quando è prescritta la realizzazione di un solo piano, è fissata pari a 7,00 m. (imposta della trave di copertura o del solaio o del carroponte);
Per gli edifici ricadenti all’interno dei Sub-sistemi della produzione P1 e P2, potranno essere concesse maggiori altezze in funzione del lay-out produttivo delle singole aziende nonché per la realizzazione di strutture e impianti tecnologici come silos e depositi completamente automatizzati e meccanizzati nel rispetto delle distanze dai confini di proprietà e di zona e della visuale libera.
3. Nel caso di servizi ed attrezzature pubbliche o di uso pubblico non è stabilito un interpiano tipo, considerando pertanto libera l’altezza limite, in considerazione delle attività speciali che possono esservi ospitate.
4. Nel caso di nuova edificazione o di ampliamento di un edificio esistente l’altezza dell’interpiano tipo, moltiplicata per il numero dei piani consentiti, di norma determina anche l’altezza massima (H max) del futuro fabbricato, fatte salve maggiori altezze derivanti dalla presenza di edifici esistenti ricadenti sui lotti confinanti o fronteggianti.
Nel caso di interventi di “demolizione con ricostruzione“ (B3.0 o D3.0) l’altezza massima degli edifici non può superare 10 metri, fatte salve maggiori altezze degli edifici preesistenti o di quelli ricadenti sui lotti confinanti o fronteggianti.
Nel caso di edifici ricadenti in zone vincolate paesaggisticamente l’ammissibilità delle altezze massime sopraccitate dovrà comunque rispettare eventuali riduzioni o limitazioni poste dai vincoli stessi.
5. Per tutti gl’interventi edilizi di cui all’art.61 comma 3 del R.E.C. sono prescritte le seguenti distanze minime:
DF) tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti di cui almeno una finestrata : ml. 10;
DC) dai confini di zona e di proprietà: ½ H, minimo ml. 5.
Ai fini del rispetto della distanza dai confini di zona, per interventi ricadenti all’interno di Concessioni Convenzionate, Piani Attuativi e Piani Particolareggiati, si intende il perimetro esterno delle aree così come individuate nelle Tavole Usi del Suolo e Modalità d’Intervento.
E’ ammessa la costruzione in aderenza nel caso di costruzione con termine a confine o nel caso di presentazioni di progetto unitario comprendente più lotti.
Nei casi di edifici esistenti a confine è ammessa la costruzione in aderenza purché non sia superata la profondità dell’edificio contermine.